Dedicato a Giulia

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“Questa è una delle tante vittime della repressione nazista di cui l’artista tedesco Gunter Demnig ha voluto tramandare il nome con le sue Stolpersteine (letteralmente tradotto significa “pietre da inciampo”): si tratta di cubetti di pietra, sparsi nei marciapiedi di tutta Europa, ciascuno con un nome inciso; in Italia ha incominciato da Roma, ricordando ebrei, zingari, omosessuali, antifascisti, carabinieri che da qui furono deportati nei lager e lì morirono di stenti o furono uccisi. Zaccaria Di Capua , una volta arrestato, finì nel gruppo dei fucilati alle Fosse Ardeatine all’indomani dell’attentato di via Rasella.” Fonte

Zaccaria era il trisnonno dei miei figli. Uno dei 335 innocenti massacrati alle Fosse Ardeatine con il sostegno di Erich Priebke.

Zaccaria era un uomo molto forte, un partigiano. Fu preso per una spiata in via Andrea Doria il 16 marzo del 1944.
Il 16 ottobre del 1943 sua moglie Dora Piattelli era già stata catturata dai fascisti e deportata nei campi di sterminio nazisti. Mai più tornata.
Quando venne scoperto l’eccidio e furono chiamati i familiari delle vittime, andò la figlia maggiore di Zaccaria a riconoscere il padre. La sua testa era separata dal resto del corpo, una scena straziante.
Giulia non ama parlare di questa storia e di tutto quello che riguarda il periodo delle persecuzioni.
Pochi racconti siamo riusciti a tirarle fuori.
Noi ne facciamo comunque tesoro.

Preso  nel mio vecchio blog.

 

Lo scrissi in occasione del compleanno di Priebke (da lì il titolo “Tanti auguri un cazzo!”).

Ieri la Giulia di cui vi ho parlato è morta a 93 anni.

Ho voluto ricordare così un altro pezzo della nostra Memoria che se ne va via.

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Memoria

“Bevi Rachel, bevi!!!”


Mio padre quotidianamente mi sollecita a bere ed io qualche volta lo prendo anche in giro per questo.


Domenica mi ha di nuovo raccontato di quando con Costanza Calò e sua zia Allegra andò alla stazione Tiburtina.


Il giorno prima, 16 ottobre, avevano strappato alle loro case gli ebrei per deportarli.

Continua nel mio vecchio blog.

Aggiungo, mio padre non c’è  più ed io mi ritrovo a ricordare per la seconda volta il 16 ottobre senza i racconti che mi faceva.