Non fa ridere

Va bene che su Twitter devi dire qualcosa di “intelligente” in una manciata di caratteri.

Va bene che volevi far ridere, va bene che quando imitavi la Gruber facevi pure ridere.

Va bene tutto, però in questo cinguettio sei solo riuscita a stranirmi.

 

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50 pensieri su “Non fa ridere

  1. Tra l’altro, non vedo perché un arbitro polacco o ebreo avrebbe dovuto favorire, come si aspetta la signora, gli italiani;
    forse ritiene che le leggi razziali siano state applicate alla volemose bbene e che un eventuale risentimento avrebbe come oggetto esclusivamente i tedeschi e non la quasi totalità degli europei.

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      • myollnir ha detto:

        Interessante. Certo che ‘sto D*o c’ha l’incazzatura facile.
        Poi dipende anche da come li conti: io per esempio, se mi contano gli ebrei, probabilmente lo sono, perché la madre di mia madre era Coen e, mi insegni, sono cose che si trasmettono per via diaginica; se mi conta l’Agenzia delle entrate, qualche sospetto gli verrà, dato dove metto ogni anno il mio 8 per mille; mi hanno anche accorciato l’oiseau, da piccolo, ma per l’Istat mi sa che risulto ariano.
        Avevo letto anni fa che gli Ebrei in Italia sono circa ventimila: lo avevo letto a proposito del fatto che si ritiene comunemente che i cognomi “di città” siano automaticamente ebrei, mentre, per dire, solo i Messina sono 50mila.

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      • Gli ebrei in Italia sono circa 30-35.000, in Germania circa il quadruplo.
        I nomi di città sono tipici cognomi ebraici italiani, come quelli di alberi sono tipici cognomi ebraici spagnoli (Oliveira, Corcuera, Pereira ecc.), mentre per quelli tedeschi la faccenda è molto più complessa e la lascio perdere perché per illustrarla dovrei scrivere almeno un quarto d’ora. Questo come punto di partenza, poi ci sono tutti quegli ebrei che i buoni cristiani si sono premurati di condurre sulla retta via, e che quindi conservano cognomi ebraici (non tutti li hanno cambiati) ma che ebrei non lo sono più dalla notte dei tempi. Io conosco un Levi e una Abrahamson, per dire, che non sono ebrei. Mentre poi ci sono i convertiti all’ebraismo e loro discendenti che sono ebrei senza avere cognomi ebraici.

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      • myollnir ha detto:

        “Non lo sai? Tutte le più grandi disgrazie del mondo sono state causate dagli ebrei!”
        “Ma daii?”
        “Ma certo! Le guerre mondiali, la crisi del petrolio, Wall Street 1929, il Titanic…”
        “Il Titanic? Ma è stato un iceberg!”
        “Appunto: con quel cognome…”

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      • myollnir ha detto:

        (Sempre a proposito di cognomi tedeschi, poi mi taccio): Anche Rosenberg suona terribilmente ebraico, eppure era un pezzo grosso nazista, credo l’ideologo della ‘soluzione finale’.
        @Barbara: anch’io conosco una Milano e tre fratelli Piacenza che non sono ebrei! E un Pavia che, invece, lo è.

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      • OK, allora vado. Come certamente sai, i cognomi non sono sempre esistiti. In Germania, quando è stato deciso di renderli obbligatori, per gli ebrei (in realtà non so se per tutti o solo per loro) sono stati messi in vendita. In cima alla lista dei prezzi c’erano cognomi come Gold, Goldstein, Goldberg, Silber, Silberstein, Diamant, Saphir, Rubin, Rubinstein, ecc., che costavano un bordello di soldi e solo i più ricchi si potevano permettere. Più sotto venivano nomi graziosi ma non preziosi come Sonnenschein (splendore del sole), o di alberi, per lo più da frutto, come Kirschbaum, Apfelbaum, Birnbaum, però anche Tannenbaum (abete). Più sotto ancora nomi neutri: Stein (pietra), Rabe (corvo), Katz (gatto), Berg, Bergstein, Zuckerberg, o colori come Grün, Weiss, Schwarz… E proprio al di sotto di tutto, gli unici che potevano permettersi quelli con le pezze al sedere, roba come Nirenstein (calcolo renale), Krebs (cancro) et similia. A me piace da matti Katzenellenbogenel, che era il nome di una famiglia di rabbini di Padova del Cinquecento, antenati di Ugo Volli, che vuol dire gomitino di gatto.
        Interessante, per inciso, che una famiglia che non si era potuta permettere di comprare altro che uno “scudo rosso”, sia diventata poi una delle più ricche del pianeta: Rotschild.

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      • In realtà molte cose non sono affatto incomprensibili come i commentatori vorrebbero far credere, anzi, sono quasi tutte chiare come il sole. Se poi si attaccano anche agli errori sugli articoli, dai, questo vuol dire essere stronzi, anzi, strunz, ma proprio tanto.

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      • C’è comunque da dire che il 90% della comicità è fabbricata a tavolino dai due stronzi, con traduzioni tirate per i capelli. Ci sono parecchi errori, dovuti soprattutto al fatto che è incazzato nero, ma il tutto è perfettamente comprensibile.

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      • myollnir ha detto:

        Barbara, ho ancora una domanda sui cognomi, poi la smetto di infastidire.
        Frankenstein? Lo chiedo perché, pur non suonandomi così ebraico, e non essendo mai specificato come tale nel libro, il personaggio mi è sempre sembrato in qualche modo descritto come un ebreo: lo scienziato pazzo e geniale, che vive isolato dalla gente, che conduce esperimenti scandalosi, e che alla fine è tormentato dal rimorso e finisce a vagare per la banchisa dell’Artico.
        Poi la storia mi ricorda molto quella del Golem, per come la conosco attraverso il meraviglioso Ripellino (Praga magica).

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      • Sono spesso ebraici – esattamente come i nomi di città in Italia – i nomi di tipo geografico, che indicano provenienza: France (e Frank) Deutschland, England, ma anche London, Fois (diventato in Italia Foa, Foà, Fuà), Gainsbourg ecc. E sono spesso ebraici i nomi composti, come Morgenstern. Ed è ebraico Stein, spesso presente in nomi composti (Rabenstein). Quindi non so se esistano ebrei che si chiamino Frankenstein, ma sicuramente il nome ha ben tre degli elementi che caratterizzano i cognomi ebraici di origine tedesca, per cui mi sembra ragionevole ipotizzare che sia stato costruito proprio con questa intenzione.

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      • Non ce la si fa neanche a intendersi sui vocaboli, come si può intavolare una discussione? Il livello medio di cultura dalle mie parti è:
        – Ebreo = Boh? Comunque sono strani. Films e documentari mostrano che negli anni 40 erano bravi, invece oggi sono cattivi anche se ce l’hanno su con gli arabi, che sono cattivi.
        – Rom = rumeno
        – Rumeno = albanese
        – Arabo = musulmano (di conseguenza, turchi, iraniani, afghani ecc. sono tutti arabi; gli indonesiani invece hanno gli occhi a mandorla, quindi anche se sono musulmani non sono arabi; ma sono lontani e quindi chi se ne sbatte).
        – Americano = americano bianco
        – Afroamericano = termine politicamente corretto che indica un americano nero, una tipologia di americano che è un po’ meno americana della precedente.

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