Giovedì esco con M3Mango, a teatro.

Giorni fa commentavo da M3Mango, anzi, se non la conoscete fatelo immediatamente che ne vale proprio la pena. Lei apprezzava il mio romanaccio infilato qui e lì ed io la sua capacità narrativa. Mi ha proposto di farle da traduttrice per un suo post, che dovete correre a leggere, ed eccoci qua. Speriamo di divertirvi.
Seconda lezione de romanaccio stretto co’ M3Mango

maschera

Pe’ continua’ er tema de’ le arti, dopo er poste sur cinema, c’avemo preso gusto e volemo anna’ a teatro. Eh già!Qui nun stamo a pettina’ le bambole, se parla de temi cur-turarmente elevati, un po’ pe’ anna’ incontro ar granne pubblico¹, un po’ perchè noi ci sentiamo femmine latine su uno de li mejo parcoscenici der monno: Roma! Damo quinni er via a le danze.

È ormai n’annetto che faccio ‘n corso de conversazione in inglese co’ ‘na regazza madrelingua. Nun so di’ se er suo inglese sia perfetto, ma è de sicuro brava a famme senti’ a mio agio, anche perchè nun facciamo mai esercizi pallosi de grammatica, ma sostanzialmente parlamo de cazzi² nostri.

L’artro giorno pe’ ravviva’ la nostra oretta m’ha proposto du giochetti divertenti, che all’inizio me hanno un po’ bloccata, imbarazzata, ma poi se semo divertite ‘na cifra, tanto che abbiamo iniziato a ride’ co’ le lacrime agli occhi, cor beneplacido de li colleghi de le stanze attorno, che staveno lavoranno. Er primo era una forma de Taboo: dovevo spiega’ er significato de ‘na parola senza usa’ ‘na lista de termini vietati. Er seconno era quello de usa’ ‘na lista de vocaboli, apparentemente senza collegamento, pe’ inventa’ su du piedi ‘na storia.

Che cazzo³ c’entra er teatro qui?  Aspe’ che mo’ ce arivo!

Tutto questo m’ha fatto ricorda’ che quando ero criatura ero ‘na cifra timida e chiusa e mia madre, preoccupata, m’aveva costretta a segui’ un corso de teatro. Un vero incubo. Me ricordo che l’insegnante iniziò co’ n’esercizio facile facile pe’ mettece commmodi.In piedi, davanti a tutti, lui diceva ‘na frase ad effetto e te in tre seconni dovevi risponne a tono.Sprofonnavo da la vergogna. Avrei voluto esse’ trasparente, smaterializzamme come porvere ar sole ed evapora’ da la finestra. E invece lui me chiamo’ e gajardo e co’ passione me urlò: Te amo! Io lo guardai esterefatta, co’ l’occhi pieni de orore, le guance rosse, le mano gelate e feci er fugone. Se concluse così la mia infamante sessione de improvvisazione teatrale.

So’ passati vent’anni, consapevolezza e maturità m’hanno permesso de improvvisa’ macchiette divertenti, da cabarettista in erba, co’ l’insegnante de inglese.

¹ Eh!

² Ho letto in giro che scrivere chitarrini era vorgare.

³ Anche cappero è molto vorgare. Vado a sciacquamme la bocca ner Tevere.

A presto!

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30 pensieri su “Giovedì esco con M3Mango, a teatro.

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