Sono un indegno messaggero

Eccomi! Cosa continui a suonare..dammi tempo che Ti controllo dallo spioncino.

Bene, siete in due, un uomo ed una donna.

Lei sulla quarantina, snella, alta un metro e settanta circa, lieve peluria sul viso.

Lui piccoletto e tozzo, probabilmente un po’ più giovane della signora.

Dopo averli sbirciati per bene pongo la domanda di rito: “Cosa volete, cosa cercate?” [meno burbera di quanto voi possiate immaginare]

E la strana coppia mi fa, più o meno all’unisono,: “Diffondiamo la parola di Gesù. Se ci fa entrare le spiegheremo meglio”

A quel punto capisco di essermi intrattenuta fin troppo con i due rompicoglioni gentili signori e li saluto con un bel IO NON CI CREDO.

Proseguo spiegando che a malapena credo nella mia di religione, così piena di divieti e con un D-o che non posso nemmeno nominare in santa pace di D-o, a malapena seguo qualche comandamento, a malapena bla bla bla bla bla……

Fuga dei due, ed io me ne ritorno tranquillamente ai fornelli.

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20 pensieri su “Sono un indegno messaggero

      • non è detto che sia un male, il pelo, perché non tornare ad essere animali pelosi, con tanto di coda? Certo il ritorno della coda comportebbe sconvolgimenti nel campo della progettazione dei mobili da ufficio e bisognerebbe ripensare il concetto di ergonomicità, ma secondo me ne vale la pena.
        Sto leggendo, a fasi alterne, un interessante libro scritto da uno storico dell’università di Gerusalemme che si intitola “Da animali a dei – Breve storia dell’umanità”. Ecco, forse prima di diventare dei potremmo tornare a farci un giro nel campo dell’animale, se preso nel modo giusto potrebbe essere piacevole, in seguito si potrebbe diventare dei, con calma.

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  1. variazione sul tema:

    domenica, tardo pomeriggio. campanello.
    – salve, siamo una signora sulla quarantina e due ragazze circa ventenni [embetré mediamente “fruibili”, magari con un po’ di fantasia e un pizzico di fame], e (anche noi) diffondiamo la parola di Gesù.
    – salve, guarda combinazione siamo tre maschi umani fra i trenta e i quaranta, mediamente eterosessuali e mediamente scapoli. abbiamo appena finito di vedere la partita, e stiamo aspettando che si facciano tipo le nove-noveemmezza per uscire a gozzovigliare.
    Siamo mediamente miscredenti, anche; ma non impermeabili alle domande, né alle risposte, soprattutto quando siamo sazi di inveire contro gli arbitri cornuti&servi de la juvedemmerda: dunque, ACCOMODATEVI PURE.
    – ehm. abbiamo la macchina parcheggiata male. vi lasciamo un opuscolo, e torniamo un’altra volta per parlarne. buonasera.
    (stanno ancora correndo, secondo me)

    (storia vera)

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  2. ‘Mbè che peccato: io li faccio entrare e gli offro pure il caffè, poi, visto che ormai son dentro, ci facciamo una bella chiacchierata. Il problema è che loro son lì per parlare, non per ascoltare, e togliere la parola a me non è robetta, ragion per cui dopo un po’ i tapini rivolgono alla porta occhiate davvero commoventi. Però la discussione non è finita, sembra non poter finire mai.
    Quando li lascio cadere dalla tela, gli incappati sono delle spoglie con dei volantini.
    Fanno un mestiere pericoloso, i pubblicitari di dio porta a porta; mi ricordano i primi cristiani.

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